Libri a nove vite

Se qualcuno si è fatto l’idea che io sia molto ricca… Hah! non avete capito proprio! Ovviamente tutti i libri di cui parlo non sono comprati nuovi in libreria (con buona pace degli editori poracci). La maggior parte sono prestati, presi in biblioteca, comprati in ebook, scambiati, audiolibri ecc. ma soprattutto LIBRI USATI.

In Italia, soprattutto nelle città ci sono diversi circuiti dove è possibile reperirli:

  1. Facebook: ci sono molti gruppi dove è possibile cercare libri usati e mostrare i propri per lo scambio o la vendita (a massimo la metà del prezzo di copertina). Gli utenti vengono da tutta Italia, perciò il metodo più usato quando non è possibile la consegna a mano è il Piego di Libri, una modalità di spedizione delle Poste Italiane che permette di mandare libri a prezzi ridotti (3-5 euro a seconda del peso) – non è rapidissima ma tranquilli, in genere arriva.
  2. Librerie dell’usato: anche in questo caso le opzioni sono due: alzarsi e andare in una libreria di usati e reminders (consiglio il Libraccio di Porta Venezia e quello sui Navigli a Milano e Libreria dell’Utopia-Osteria Zivago sempre a Milano). L’alternativa è sfruttare l’e-commerce di siti come Libraccio e Maremagnum che spediscono in tutta Italia con corriere. Per i libri scolastici e saggistica consiglio LSDlibri. Anche su Amazon si possono trovare libri usati spediti da librerie indipendenti e magazzini, ma non sempre i prezzi sono vantaggiosissimi. Se avete invece bisogno di vendere libri, il migliore raccoglitore è Libraccio, dove però i vengono pagati meno del 25% del prezzo di copertina (tranne i testi scolastici e universitari) e non tutti vengono accettati, per esempio alcune vecchie edizioni oppure i libri in saldo o i nuovi Mondolibri (Euroclub, ex Club degli editori) vengono rifiutati di default.
  3. Bancarelle: non è facilissimo reperirle fuori città, comunque qualcosa si trova anche e soprattutto per quanto riguarda i libri fuori catalogo. Consiglio fiere e festival come Festival letteratura di Mantova e Pordenonelegge di Pordenone. Su Torino non smetterò mai di segnalare i Portici di Carta in via Roma e il Balôn di Borgo Dora.
  4. Bookcrossing irregolare: esistono alcuni negozi, bar e altri locali che mettono a disposizione una piccola libreria dove i clienti possono lasciare i propri libri e portar via quelli degli altri. Questi libri non sono vincolati ai circuiti di Bookcrossing (come le casette dei libri ecc.) perciò se vi piacciono ve li potete tenere. Ogni città ha i propri punti, probabilmente cercando nell’interent si possono trovare delle mappe di ogni città.
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Photo by César Viteri on Unsplash

Al di là dei consigli pratici, quello che mi preme dire è che il “fare libri” è un’attività complessa in tutte le sue tappe, dalla scrittura alla traduzione, dalla stampa alla promozione, e necessita di una continua presenza umana e di valutazioni più ampie della sola sfera commerciale (vedi: Come funziona una casa editrice). La produzione è impattante sia a livello economico che a livello ambientale, e perciò l’abitudine a stampare e mettere in vendita sempre nuovi libri non è sostenibile. Oltretutto la maggior parte dei libri stampati oggi in Italia ha un tempo di vita nelle librerie che non supera li dodici mesi a  causa della velocità e della ristrettezza del mercato. Non è pensabile un livello di sfruttamento dell’attività intellettuale che permetta a un autore di scrivere decine e decine di libri e guadagnare poche centinaia di euro per titolo nei soli primi mesi dalla pubblicazione. Il risultato è la svalutazione del lavoro intellettuale e del singolo che lo compie, immerso in una mole di altri autori e titoli che hanno vita ugualmente breve. L’editoria italiana è da anni in corsa per la saturazione del mercato di ogni possibile genere e target, ma il risultato di questa saturazione è il vuoto culturale e la perdita della componente umana.

E noi cosa possiamo farci? Innanzitutto prendere posizione in favore di una gestione più razionale dell’impresa culturale. E se, come me, non possedete una casa editrice con il vostro nome?

Tutti insieme possiamo cominciare a considerare il libro, e in particolare il testo che contiene, come un valore in sé, e pensare che questo valore acquisisce sempre più peso mano a mano che passa da una mano all’altra (possiamo dire da un cervello l’altro?). Il libro non è solo un oggetto industriale, ma anche un veicolo di un contenuto cultuale, ed è questo contenuto che tutti noi possiamo far circolare in molti modi: parlando di libri, consigliando libri, regalando libri, scrivendo di libri, invogliando anche i lettori deboli a dedicare un po’ del loro tempo alla lettura. 

Lasciare che un libro marcisca in cantina o accumuli polvere sugli scaffali è uno spreco enorme. I libri non deperiscono, non si buttano e non si esauriscono sulla strada tra la libreria e casa. Con un po’ di “body-positivity”, anche i libri vecchi e sgangherati possono essere letti, fotografati, fatti circolare come quelli appena usciti dalla tipografia. Credo che la cosa migliore che possiamo fare sia cercare di dare ai libri una seconda (terza, quarta, quinta, nona…) vita.


Probabilmente capiterà in un vicino futuro che io stessa promuoverò dei giveaway molto semplici, cioè dei piccoli concorsi con in palio qualcuno dei miei libri. Aggiornerò regolarmente blog e social. Nel frattempo potete trovare qui il mio scaffale dei libri che cercano casa. Se avete dubbi, consigli, volete segnalare punti di raccolta, mercatini, gruppi su Facebook o altro scrivetemi a zulianiser@gmail.com.