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Compendio di letteratura Queer

Romanzi LGBTQ+ per scoprire e scoprirsi

Non siamo bookblogger • 28 giugno 2021

Donne che amano le donne

Spesso nella storia occidentale, le relazioni lesbiche sono state reinterpretate pubblicamente come rapporti di amicizia, cercando di negare a questi rapporti lo statuto di validità romantica e sessuale.

Eppure, ben lungi dall’avere bisogno di una validazione, molte autrici si sono cimentate nel racconto della propria esperienza personale o nell’esplorazione del proprio desiderio attraverso la finzione narrativa.

La letteratura lesbica, come la stessa parola “lesbica” nasce in Grecia a cavallo fra il VII e il VI secolo a.C., a opera di Saffo, la poetessa dell’isola di Lesbo.

La vera diffusione della letteratura lesbica avviene nell’Ottocento, in concomitanza con i tentativi di emancipazione sociale della donna, fino ad allora definita esclusivamente in funzione del suo rapporto con l’uomo (per cui madre e moglie, al più domestica). In questo periodo troviamo intellettuali come Virginia Woolf, che danno avvio a un’autoriflessione sulla situazione materiale della donna.

È nel corso del Novecento che si afferma un’idea di lesbismo legata non solo alla “depravazione” e alla prostituzione, ma in riferimento a un nuovo modello di donna intellettuale. Nel Primo dopoguerra, Gertrude Stein era una delle figure più influenti del panorama intellettuale occidentale (era americana ma partecipava della fermento culturale parigino).

Nel Secondo dopoguerra scriveva invece Patricia Highmisth, autrice di “Carol”.

Della letteratura a tema lesbico fanno parte anche alcuni romanzi scritti da uomini, il più famoso La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki.

Invertiti, uranisti, checche e finocchi

Relativamente più visibilità ha avuto la comunità gay – termine che per molti anni ha riassunto anche le istanze transgender e trasnessuali, le pratiche di cross-dressing, la bisessualità, l’intersessualità e la “pederastia”.

Con la problematizzazione dell’omosessualità maschile nasce la riflessione intorno alle sessualità non conformi, perciò non c’è da stupirsi del carattere alternativamente satirico/moralistico o più spesso sociologico o medico della gran parte dei testi che si occupano di omosessualità fino al XVIII secolo. Proprio all’interno del discorso medico e, dall’altro lato, della battaglia per la depenalizzazione delle pratiche omosessuali, nasce molto del linguaggio tutt’ora in uso.

In generale, fa bene distinguere i testi di teoria e cultura queer dal romanzo omosessuale. Da un lato ci sono saggi critici, spesso militanti, tra cui vale la pena citare gli Elementi di critica omosessuale di Mario Mieli. Dall’altra parte la creazione filogenetica di una identità gay passa attraverso narrazioni letterarie e si sovrappone spesso alla creazione di una identità soggettiva in termini di ontogenesi. Da qui deriva una delle correnti principali della letteratura gay, ossia il romanzo di formazione omosessuale, tra cui Maurice di E.M. Forster, l’italiano Ernesto di Umberto Saba, più recentemente Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron e buona parte della produzione di André Aciman.

Un’altro filone consistente nell’Ottocento ma ormai quasi del tutto estinto è quello che avvicina le storie di formazione al tema della pederastia, come appunto Ernesto di Saba e il racconto La morte a Venezia di Thomas Mann, da cui è tratto il film di Luchino Visconti.

Bisessuali e pansessuali

Il discorso letterario (e non solo) sulla bisessualità non ha ancora acquisito grande peso. Sebbene ci siano statә intellettuali bisessuali e pansessuali del calibro di Simone De Beauvoire e Marguerite Yourcenar, il discorso sulla bisessualità si è spesso inceppato, e ad oggi non esiste ancora un vero e proprio canone o stereotipo  dell’identità bisessuale.

Personaggi bisessuali e pansessuali si incontrano generalmente nella letteratura gay, ad esempio in Camere separate di Pier Vittorio Tondelli e Variazioni su un tema originale di André Aciman. Altre volte, nella letteratura mainstream, la bisessualità va di pari passo con la soppressione culturale di parte della loro sessualità, rientrando nello schema di “amicizia stretta” in cui sono normalizzati (e cancellati) i rapporti lesbici.

Solo di recente incontriamo alcuni casi di letteratura pansessuale. Un libro paradigmatico è Ogni giorno di David Levithan, un romanzo young adult l* cui protagonista si sveglia ogni giorno in un corpo diverso, e ha una storia d’amore con una ragazza.

Trans* e non-binary

Come si è detto, le identità trans*, specie quelle femminili, sono state spesso assimilate alla letteratura gay, perché non esisteva un modello riconoscibile per le stesse persone trans*. È quello che accade per esempio a Molina, protagonista di Il bacio della donna ragno di Manuel Puig.

Mentre donne esplicitamente trans* sfrecciano di tanto in tanto nei romanzi degllә autorә omosessuali del Novecento (ad esempio nei racconti contenuti in Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli), è molto più raro trovare nella letteratura, come nel discorso pubblico, figure di uomini trans*.

Negli ultimi anni si è però cominciato a parlare di non binarismo al di fuori della sfera del fantastico/fantscientifico o del realismo magico nel quale era stato relegato a partire dalla figura mitica di Tiresia e passando Orlando di Virginia Woolf.

Le transizioni di Pajtim Statovci, per esempio, assimila la non appartenenza nazionale con quella in termini di genere, creando un personaggio complesso che riassume alcuni elementi queer con un’esteriorità gender fluid e una forte spinta ad autodeterminare la propria identità e il proprio corpo.

Veramente queer

Nel modo in cui lo intendiamo noi, il termine queer può certo arrivare a ricomprendere tutte le identità di cui si è parlato fin qui, ma difficilmente diremmo che tutti questi sono libri queer. Una letteratura queer, in effetti è più facilmente identificabile nella critica sociale, nella teoria o storia della cultura queer, piuttosto che nel romanzo. Ci sono però delle eccezioni.

Il caso di Ocean Vuong è interessante perché porta alla luce un movimento contrario rispetto a quello che abbiamo visto finora. Se prima era l’identità gay ad appropriarsi di altre esperienze (bisessuali, trans, pratiche cross-dresser ecc.), Brevemente risplendiamo sulla Terra di Ocean Vuong è un libro non gay che sembra appropriarsi dell’esperienza gay. Quella narrata nel romanzo, infatti, è la storia di un amore tra un uomo e una persona queer (l’autore stesso), che solo superficialmente si caratterizza come una storia gay, mentre in realtà si muove in direzione di una complessità che è l’essenza stessa del pensiero queer, un rifiuto dell’esperienza identitaria che la stessa parola “gay” porta con sè.

Contro il sesso (biologico)

Se fino alla letteratura trans* e non binaria, i temi ricorrenti erano quelli dell’appartenenza identitaria a un genere, con la tematica intersessuale si apre il territorio della critica al dimorfismo, ossia all’assunto culturale della differenza biologica tra due sessi, irriducibili l’uno nell’altro.

Le persone intersessuali, al di là dell’ermafroditismo di stampo mitico o esotico/coloniale, non sono molto rappresentate in letteratura. Il caso forse più famoso è Middlesex di Jeffrey Eugenides, dove la protagonista scopre a 14 anni di essere intersessuale e rivendica di autodeterminare il suo genere non medicalizzandosi.

Contro il sesso (come pratica sessuale)

Un’altra realtà molto poco rappresentata in letteratura è lo spettro dell’asessualità e dell’aromanticismo. A differenza di altri media come il fumetto e le serie tv, il romanzo sembra ancora molto legato alla sovrapposizione tra sfera emotiva e sfera romantica dei personaggi.

In letteratura, l’atteggiamento asessuale viene tendenzialmente associato alla scelta di personaggi infantili. In alternativa, esempi di personaggi nello spettro asessuale e/o aromantico si trovano nella narrativa di genere, dove la trama e l’attenzione di chi legge sono esplicitamente concentrati su altri aspetti. Sherlock Holmes è uno dei personaggi greysessuali (attribuito) più noti, Enjorlas de I miserabili, e più di recente Raphael Santiago della saga young adult Shadowhunters.

Diverso e molto interessante è il caso di William Burroughs in Queer, al quale Allen Ginsberg, con grande acume, attribuisce a posteriori un atteggiamento asessuale nella sua spasmodica e minuziosissima ricerca proprio di un partner sessuale.

compendio di letteratura queer e lgbtqia+ 2021

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