Resoconto dei libri più interessanti del 2019

Disonore e vergogna si abbatteranno su di me per aver saltato non una, bensì DUE settimane di non-recensioni. Le ho tenute tutte a mente e adesso sono pronta a restituirvi un universo di brillanti intuizioni mistico-letterarie che mi sono sovvenute in queste settimane.

Eccoci qua dunque, alle prese con un fitto compendio delle meraviglie editoriali che questo 2019 ci ha regalato. Si sono raggiunte vette assolute nel rapporto qualità vendite come il meraviglioso Divertiti con Luì e Sofì, l’ultimo di Fabio Volo, le corna della De Lellis eccetera eccetera (ho già voglia di buttarmi dalla finestra ma ho promesso solennemente che sarei arrivata alla fine dell’articolo perciò mi sto facendo legare all’albero della mia nera nave veloce sul mare di merda e d’ora in avanti scriverò così).

Rotto ogni indugio, apriamo il capitolo delle perle editoriali – come sempre ogni sproloquio è strettamente personale e scarsamente condivisibile.

Saggistica

Il libro dell’anno è Gli stregoni della notizia. Atto secondo. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi di Marcello Foa (peraltro attuale presidente della Rai), edito Guerini e Associati, 2018. Vincitore del Premio Elsa Morante 2019 per la comunicazione, questo libro dal titolo vagamente complottista contiene tutto ciò che è veramente indispensabile sapere su come funziona l’informazione nell’era di Internet.

Menzione speciale per Regimi di verità. Convivere con leggende e fatti alternativi di Andrea Fontana, Codice Edizioni, con il merito specialissimo di aver reso nota al grande pubblico italiano la questione dei fatti alternativi, già affrontata e studiata dagli specialisti sia italiani che stranieri.

Narrativa italiana

Madrigale senza suono. Morte di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa di Andrea Tarabbia, edito Bollati Boringhieri – di cui abbiamo già parlato qualche settimana fa in una non-recensione. Vincitore del Premio Campiello 2019, più di quello che ho già detto posso solo dire: leggetelo, ne vale la pena.

Menzione speciale per sarcasmo e autoironia a una piccola raccolta di racconti dal titolo Ogni riferimento è puramente casuale di Antonio Manzini, Sellerio Editore.

Narrativa straniera

Devo ammettere che ho pochi dubbi al riguardo:

Macchine come me (e persone come voi) di Ian McEwan, edito Einaudi, vince tutto. Anche di questo ho già scritto qui, ma chissà poi se ho veramente esaurito le cose che ho da dire al riguardo…

Di nuovo una menzione, un po’ zoppa questa volta, a Il libro dei numeri di Joshua Cohen, Codice editore. Sono piuttosto sicura che questo libro meriti il titolo di perla della narrativa straniera 2019, il motivo per cui si accontenterà di una menzione è che – ahimè – non ho ancora finito di leggerlo. Ebbene sì, colpa mia…

Genere

Il genere dell’anno è lo storico.

Fra tutti vorrei menzionare M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati, edito Bompiani e vincitore del Premio Strega 2019. Per l’audacia del progetto e per il dibattito che è riuscito a scatenare questo libro si meriterebbe una non-recensione a sé stante (e chissà, magari prima o poi arriverà…). Per il momento mi accontento di relegarlo nel genere e domandarmi se sia effettivamente la collocazione giusta e se tutta questa menata di “genere”/”letteratura” non sia il momento di lasciarsela un po’ alle spalle. Prendiamolo pure come proposito per il muovo decennio.

Buon anno a tutti.

Questa non è una recensione.

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Una risposta a “Resoconto dei libri più interessanti del 2019”

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