Nutrire e prendersi cura di un cucciolo di buco nero

Ossia: Il fantastico viaggio di Stella di Michelle Cuevas

Visto che si avvicina il Natale e sentiamo tutti crescere quella sottile paranoia da regali per figli/nipoti/fratellini/cuginetti, quest’oggi ho deciso di venire incontro alle ansie generalizzate e parlare di un bellissimo libro per ragazzi. Dico bellissimo perché l’ho letto io, da adulta, e l’ho trovato meraviglioso. Giudicate voi.

La copertina di Ilaria Urbinati

Devo cominciare come al solito facendo il bastian contrario. Il titolo originale del libro è To care and feeding of a pet black hole: titolo bellissimo ma praticamente intraducibile in italiano se non nella mia versione un po’ maldestra, e questo è un vero peccato perché Il fantastico viaggio di Stella suona esattamente come il tutolo di un libro per bambini ci si aspetterebbe che suonasse, mentre invece questo è a malapena un libro per ragazzini, per bambini proprio non direi. Però voglio spezzare una lancia a favore dell’edizione italiana (DeA, 2018) per via dell’inconfondibile copertina illustrata da Ilaria Urbinati (maestro per un giorno, maestro per tutta la vita…).

Ma di cosa parla questo libro e perché insisto tanto sul fatto che è un libro per bambini ma fino a un certo punto? Tanto per cominciare si potrebbe discutere per ore su quanto in realtà la maggior parte dei libri scritti per ragazzi contengano livelli di lettura a cui solo gli adulti possono accedere, ma rimandiamo la questione e restiamo su questo particolare libro. Dal linguaggio e dallo stile di scrittura è evidente che, pur essendo la protagonista una ragazzina, parla quasi come un’adulta, e infatti viene indicata da tutti come “secchiona”. Inoltre spesso la giovane narratrice fa dei disegni, degli schizzi a matita, delle cose di cui sta parlando, che vengono idealmente riportati sulle pagine nel libro ma risultano più divertenti che utili a capire. E questa ironia è inserita all’interno di una trama molto drammatica e soprattutto molto simbolica. Stella infatti, ha da poco perso il padre al quale si sentiva molto legata per via della comune passione per la scienza. Il libro si apre con Stella che, dopo un viaggio in autobus fino alla sede della NASA chiede di essere ricevuta perché vorrebbe consegnare una registrazione di lei e il papà che parlano perché venga mandata nello spazio insieme ad altri suoni dell’umanità (peraltro è tutto vero). Tornando a casa Stella si imbatte in un cucciolo di buco nero scappato dalla NASA, cioè questo qui:

Si chiama Larry, l’abbreviazione di singluarity 😂

Questo esserino misterioso e sempre in cerca di coccole si rivela essere in realtà un enorme problema per via della sua involontaria tendenza a fagocitare tutto, cose, animali e persone e a crescere sempre di più mano a mano che viene nutrito. L’unico modo per porre un rimedio ai danni fatti dal “piccolo” buco nero è di immergervisi, compiere un viaggio al suo interno, smettere di lasciare che si mangi i brutti ricordi e affrontare invece il dolore per la morte del papà.

Con questo libro non vi sto consigliando di traumatizzare i vostri figli/nipoti/fratellini/cuginetti, che comunque sarebbero più sorpresi che toccati dalla storia di Stella e del suo buco nero. Anche perché in fondo a tutto questo c’è un bel lieto fine da lacrimuccia. Se non mi credete leggetelo prima voi!

Il lettore ideale

Chiunque letteralmente chiunque abbia più di 9-10 anni. Dice tante cose belle sul tema della perdita di una persona cara, quindi è particolarmente consigliato a chi (adulto o ragazzo) si trova in una situazione simile. Da regalare anche a ragazzini curiosi e svegli che amano la scienza.

Perché quand’ero bambina io i libri così belli non c’erano?

Questa non è una recensione.

Condividi

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *