Madrigale senza suono, morte di Carlo Gesualdo

Metto subito a nudo un piccolo conflitto di interessi: Andrea Tarabbia è stato in un’occasione mio maestro e, come dico io, maestro per un giorno, maestro per tutta la vita

Madrigale senza suono. Morte di Carlo Gesualdo, principe di Venosa è un romanzo straordinario. E difatti, a quanto ne so, ha vinto il Premio Campiello 2019 senza grandi polemiche (tra l’altro il primo Campiello per Bollati Boringhieri, fate un applauso). Nonostante questo ho letto una certa quantità di recensioni negative, il motivo secondo me è la complessità della prosa e la trama noir. Comunque, la storia è intricata, e se mi mettessi a spiegare i temi dovrei scrivere un’opera in sette volumi con la partecipazione di un paio di illustri accademici che ci capiscono più di me, perciò soprassediamo.

Le cose che mi hanno rapita di questo romanzo sono fondamentalmente tre, oltre alla complessità di cui sopra:

Primo: l’ambientazione. Mai creduto che avrebbe potuto importarmene qualcosa della storia tragica di un principe musicista del Seicento. Eppure eccoci qui.

Secondo: Stravinskij, che diversi secoli dopo scopre e ci consegna questa storia. Non è forse un personaggio che ha moltissimo da dire sulla vicenda, ma di sicuro attira l’attenzione.

Terzo: il narratore, che ricade esattamente nel mio ordine di realtà, cioè, e non credo di spoilerare quasi nulla, è contemporaneamente un personaggio reale e un personaggio inesistente, trascinato fuori dal protagonista, il principe Carlo Gesualdo, come soggettivizzazione del male che è dentro di lui. Grazie a questo personaggio, Gioacchino, e solo grazie a lui tutto torna, il racconto acquista senso, ogni cosa è al suo posto, ma insieme sopravvive quella strana sensazione d’incertezza che si prova quando Mr. Kane in punto di morte dice Rosebud a una stanza vuota.

Gioacchino è una specie di nano storpio, così brutto che le persone non possono guardarlo senza provare ribrezzo, tanto che si è abituato a seguire sempre il suo padrone rimanendo nascosto negli angoli d’ombra. Eppure Gioacchino ha una sensualità incredibile, il suo sguardo è estetico e vivo, innocente e malizioso, invidia e ama allo stesso tempo ciò che il suo padrone possiede, il talento e le donne, ma a lui è negato. Paradossalmente è un personaggio magnifico, era inevitabile che in un certo qual modo fosse lui il protagonista.

Il lettore ideale

Deve immergersi completamente. È simile a me, forse con un po’ di dimestichezza in più con quel periodo storico e con la sua musica – ma non è affatto necessario. Non deve aver paura di fare fatica, perché il libro è complesso, né di restare nauseato dalle descrizioni di una certa parte peggiore dell’umanità che Tarabbia non si risparmia mai dal mostrare.


Goodreads

Madrigale senza suonoMadrigale senza suono by Andrea Tarabbia
My rating: 4 of 5 stars

Tutto questo scetticismo non lo condivido.
Secondo me è un buonissimo libro, complesso e scritto benissimo, con una voce molto caratteristica che di questi tempi non si trova facilmente. Ho apprezzato soprattutto i personaggi, che ho trovato vivi e non riassumibili in qualche carattere noto ma molto sfaccettati – e insieme la facilità con cui mi ha fatto entrare in un contesto storico con cui non ho nessunissima dimestichezza.

Questa non è una recensione.

Immagine di copertina di  Cyrus Crossan su Unsplash. So che non è lo strumento giusto, fate finta di niente a beneficio di chi non ha ancora letto il libro…

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2 commenti su “Madrigale senza suono, morte di Carlo Gesualdo”

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